Per comprendere appieno l’importanza degli healing gardens ed il ruolo fondamentale che rivestono è necessario capire cosa si intende oggi per struttura ospedaliera.

Nei secoli l’ospedale è stato protagonista di molte trasformazioni: da luogo dove erano ospitati i pellegrini malati, stanchi e poveri è diventato una struttura moderna estremamente complessa sia dal punto di vista fisico, organizzativo -funzionale, sia per le problematiche affettive e relazionali che vi si instaurano. Da qualche anno ha assunto una nuova immagine che è quella del nonluogo, parola coniata dall’antropologo Marc Augè. Oggi, infatti, l’ospedale simboleggia il tempio della scienza medica, in cui il ritmo e le modalità di vita dei pazienti sono spesso determinate dalle logiche dettate dalla terapia e gli spazi sono organizzati soprattutto in funzione del personale medico.

La cura clinica è spesso eccellente, ma è controbilanciata da una scarsa attenzione al prendersi cura (to care for) del paziente, delle sue abitudini e delle sue esigenze e bisogni mentre al contrario lo star bene dipende nella stessa misura dal benessere fisico, da ciò che ci circonda, dallo spazio, dal tempo e dalle relazioni sociali.

È necessario, per questo, prendersi cura degli spazi della cura per renderli meno asettici e più vivi, senza vederli solo come un involucro neutro in cui si svolgono le azioni umane (nonluogo) ma valutando l’importanza dei processi interattivi che si stabiliscono tra spazi, persone, e attività.

È stato infatti dimostrato, dai più recenti studi di psicologia ambientale, che l’ambiente influenza profondamente i comportamenti delle persone e le modalità di relazione, la qualità del servizio stesso, la creatività e l’efficienza personale. Partendo da queste considerazioni si può comprendere l’importanza delle aree verdi annesse alle strutture ospedaliere, gli healing gardens, secondo la terminologia anglosassone.

Questo “effetto terapeutico” (healing) del verde è direttamente riscontrabile nel miglioramento delle condizioni di salute del paziente e nelle migliori prestazioni lavorative dello staff. Tale miglioramento è misurabile, nel paziente, attraverso alcuni indicatori che descrivono la condizione fisica (come la pressione sanguigna, la presenza di infezioni, il livello di funzioni motorie, ecc.), ma anche con il superamento di alcuni problemi psicologici (ansia e depressione), dovuti al carico di stress a cui sono sottoposti.

Tale stress è determinato dal senso di isolamento dal mondo familiare e dagli amici, dall’incomprensibile gergo medico, dal timore delle procedure, dalla perdita di controllo, dalla mancanza di privacy, dall’impossibilità di avere informazioni, etc.

In questo senso la possibilità di avere uno spazio verde accessibile e fruibile permette al paziente di: recuperare il senso di controllo, inteso come la capacità concreta di decidere cosa fare in diverse situazioni, avere spazi dove socializzare con amici e parenti, momento importante per ricevere emozioni ed attenzioni, e distrarsi dall’ambiente ospedaliero e dalla realtà che sta vivendo, distrazioni regalate dalla natura stessa che lo circonda.

Guest Blogger: Dottssa. Sara Pasqui, laureata in Scienze Ambientali, indirizzo agrario, presso la Facoltà di Agraria, Università degli Studi di Milano, coordina e svolge l’attività di Ortoterapia presso al R.S.A. Saccardo di Milano e segue diversi progetti del verde per strutture di cura e residenze per anziani e disabili.

Per saperne di più: htttp://www.healingarden.it